Nei dintorni dell'hotel sono presenti una gran varietà di itinerari: piacevoli passeggiate in montagna, spiagge sul lago di Lecco, ville storiche, il museo Motoguzzi di Mandello e il museo della Seta ad Abbadia Lariana.

Vie di comunicazione storiche (periodo consigliato da maggio ad ottobre)

Le vie storiche sono un bene culturale importante da conservare, elementi caratterizzanti del paesaggio e significative dal punto di vista ecologico e culturale.

Il sentiero

L’escursione del Sentiero del Viandante e’ un percorso di 35 Km, si consiglia di percorrerlo in almeno due giornate per goderlo come merita, con inizio ad Abbadia e termine a Colico e si sviluppa lungo tutta la sponda orientale del lago di Como.Questa antica via di passaggio da Milano alla Svizzera, proprio accanto alla via lacuale, testimonia il ruolo del territorio lariano nei traffici commerciali fin dal lontano 1500.Il sentiero sale a mezza costa, fuori e dentro i centri abitati fino ad arrivare a Colico per poi addentrarsi ai piedi della Valtellina.

Storia

Nel medioevo, era usato da mercanti, pellegrini e viandanti; lungo il cammino e nei dintorni vi erano posti di guardia e di pedaggio e luoghi di sosta e di ristoro.Il sentiero vide anche il transito dalle soldatesche mercenarie che provenivano d'oltralpe: tristemente nota è la discesa del Lanzichenecchi ( 1629 guerra di Monferrato) che portarono la peste in Lombardia.Col passare degli anni l'importanza del sentiero andò via via scemando a favore di altri percorsi e mezzi di trasporto.Rimasto ai margini delle vie più trafficate il sentiero venne utilizzato dagli abitanti del luogo come collegamento tra i paesi rivieraschi e fra le loro frazioni disseminate sui pendii delle montagne.

Il sentiero oggi

Oggi il sentiero del viandante si propone come percorso per lunghe e suggestive passeggiate.Il sentiero del viandante è stato ripristinato ed attrezzato nel 1992 e viene mantenuto per opera dei comitati locali, il cammino è agevole, placche e frecce di colore arancio con le scritte “sentiero del viandante” sono distribuite su tutto il percorso ed è impossibile perdere la strada.Il sentiero è alla portata di tutti, con due soli tratti leggermente più impegnativi a causa di un dislivello di circa 400 metri, un percorso a mezza costa con una vista meravigliosa sul lago sottostante e sulle catene di montagne che lo circondano.Il tratto tra Bellano e Varenna si snoda lungo un’esile mulattiera che si dipana fra boschi di castagno e morbidi declivi coltivati, a poche centinaia di metri dalla riva del lago.

L'hotel Al Verde

Lungo il percorso oltre ad ammirare panorami di prima grandezza, singolarità botaniche e geologiche, si incontrano antichi borghi, un piccolo castello, cappellette, ritagli di campi, casali, vigne e oliveti.Il sentiero del Viandante è adiacente al Nostro ristorante e può costituire un’ottima sosta e punto di partenza. Consigliato in ogni periodo dell’anno offre degli scorci incantevoli su paesaggi ancora da scoprire.

Varenna è un importante centro turistico sorge su un promontorio presso la foce del torrente Esino sotto lo scabro monte San Defendente, m. 1315, dalle cui cave, in passato, si estraeva uno splendido marmo nero e bianco-nero che dava lavoro a gran parte della popolazione.
L'antico paese ha un invidiabile panorama, infatti, davanti all'abitato si dipartono i tre rami del lago e la vista spazia dal verdissimo promontorio di Bellagio ai più lontani paesi di Menaggio e Cadenabbia.
È un borgo pittoresco caratterizzato da un susseguirsi quasi ininterrotto di case basse e uniformi, talora con affreschi o stemmi, addossate le une alle altre e riunite con tipici archi, da lunghi e stretti vicoli che si aprono a ventaglio e calano ripidi e dritti verso il lago.
Se si giunge a Varenna di sera non si può non rimanere ammagliati dalla passeggiata degli innamorati a picco sul lago.

Chiesa di San Giorgio

La parrocchiale del 1313, fu edificata su quella che oggi è considerata la piazza principale del paese. Gli ultimi lavori di restauro furono realizzati negli anni Cinquanta ma non furono gli unici, infatti, l'edifico religioso subì diverse modifiche anche nei secoli XVII e XVIII.
La facciata principale, affiancata dalla robusta torre campanaria cuspidata datata 1653, con tre portali di linee settecentesche, un oculo tondo, una finestrella a croce, due finestre a sguancio e resti di lesene, esalta un antico e sbiadito dipinto trecentesco di San Cristoforo.
L'interno è a tre navate su pilastri tondi ed archi acuti con, nella navata centrale una copertura a capriate scoperte e, in quelle minori volte a crociera e absidi piane.
Qui vi troviamo custodite numerose opere d'arte, fra le tante ricordiamo: tre tavolette ed un polittico con la Madonna, i Santi Giorgio e Pietro Martire firmato da G. B. Brentani (1468), un confessionale barocco intagliato di Giovanni Albiolo di Bellagio (XVII-XVIII secolo), una croce astile cinquecentesca, una pala d'altare datata 1494 con 4 Santi e l'Assunta, una tavola quattrocentesca di scuola lombarda ed una datata 1533, l'altare marmoreo della cappella del Rosario e una Deposizione di Gesù dalla croce in pietra.

Oratorio di San Giovanni Battista e Oratorio della Madonna delle Grazie

Entrambi gli edifici sorgono nella stessa piazza della parrocchiale. Il primo, l'oratorio di San Giovanni Battista, è d'origine romanica e, secondo un'iscrizione del 1750 fu ampliato e consacrato nel 1151. Durante i restauri del 1964-67 furono ritrovati, nella navata, degli affreschi realizzati probabilmente nel Trecento. Conserva un raro arcosolio a funzione funeraria che rimanda, insieme all'aspetto a navata unica absidata, ad un'origine romanica, considerata del secolo XI ma con sopravvivenze più lontane. Interessanti gli affreschi nell'abside che dovrebbero risalire al primo Cinquecento.
Il secondo, l'oratorio della Madonna delle Grazie, è un piccolo edificio seicentesco che custodisce, nel suo interno barocco, un fastoso altare ligneo con fregi dorati, insieme con statue in legno policromo e tele del secolo XVII.

Villa Isimbardi o Dei Cipressi

La villa, d'origine antiche, sorge sulla riva meridionale del promontorio, fu proprietà dei Serpenti e nel XIX secolo degli Isimbardi. Fu ripetutamente ristrutturata sino a che, nella seconda metà dell'Ottocento, con la ricostruzione di Enrico Andreossi raggiunse la sua attuale forma neoclassica.
Il nome con cui è comunemente conosciuta deriva dai secolari cipressi che caratterizzano il giardino a terrazze digradanti verso il lago. Da qualche anno è proprietà pubblica. Villa Monastero rappresenta oggi, sulle sponde del Lago di Como, uno degli esempi più interessanti di residenza in stile eclettico in cui gli interventi succedutisi tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo hanno aggiunto elementi funzionali e decorativi senza distruggere le tracce delle vicende precedenti dell'edificio, così da ottenere una villa con giardino di grande impatto scenografico e valore simbolico.
Villa Monastero nasce infatti dalla continua ristrutturazione dell'antico monastero cistercense femminile di Santa Maria, la cui prima citazione documentaria certa risale al 1208.

Villa Melzi

Venne costruita tra il 1808 e il 1810 da Giocondo Albertolli su incarico di Francesco Melzi d’Eril, cancelliere del Regno d’Italia e grande amico di Napoleone. La villa, fra le più note del lago, nacque come residenza estiva seguendo lo stile neoclassico lanciato nei primi decenni del Settecento.
È interamente circondata da un incantevole giardino in stile inglese che scende fino al lago, per realizzarlo e raggiungere l’effetto desiderato si provvide ad ampie rimozioni di terreno.
Non manca nessuna delle cose che ci si possono aspettare in un giardino patrizio: il chiosco, la cappella, opera di Vittorio Nesti, che custodisce il monumento funerario di Francesco Melzi (morto nel 1816), due statue egizie in basamento del XIV e XIII secolo a.C, il laghetto con le ninfee, la vasca con la statua di Cupido ed un’altra cappella gentilizia con un portale rinascimentale opera del Bramante.
L’interno, prevalentemente neoclassico, conserva pregevoli opere d’arte, vi sono pareti decorate a stucco dall’Albertolli, tele dell’Appiani e sculture del Canova e affreschi di Giuseppe Bossi, il più vivace dei pittori neoclassici lombardi.
Ospiti di Villa Melzi furono in passato Eugenio Beauharnais, Francesco I d’Austria, Stendhal e Listz, celebri personaggi del mondo della cultura e della politica.
Proprietari attuali, per via ereditaria, sono i Gallarati Scotti, e il duca Tommaso, diplomatico e letterato.

Villa Serbelloni

Si estende sul promontorio di Bellagio dove, secondo la tradizione, Plinio il giovane possedeva la villa chiamata "Tragedia"; nel medesimo luogo sorse nel Medioevo un castello, demolito da Galeazzo Visconti nel XIV secolo.
L’edificio originario risale alla fine del Quattrocento, quando l’economia locale si basava sulla pesca e sulla coltivazione della vite e dell’ulivo.
Edificata per volere del Marchesino Stanga, fu ampliata e rifatta nel secolo successivo dagli Sfondrati.
La villa rimase a loro fino al 1788, venne ereditata dalla famiglia Serbelloni che, ai tempi loro, era ricchissima e potente.
Furono loro che arricchirono le sale dai soffitti a volta o a cassettoni con preziose decorazioni e opere d’arte dei secoli XVII e XVIII, arredarono il vastissimo parco, considerato uno dei più belli d’Italia, con pregiate piante, rododendri, sequoie, faggi ecc…
Durante gli anni del Risorgimento la casa fu abbandonata e verso la fine dell’Ottocento fu trasformata in albergo.
Dal 1959 la villa appartiene alla Fondazione culturale Rockfeller di New York che vi organizza convegni e incontri di studio.
Il suo parco: è uno dei più bei parchi del Lario e d’Italia, è ricco di piante secolari, di culture esotiche e rare che, specie in autunno, creano un’incomparabile spettacolo di colori; vi si trovano grotte, sculture, resti di mura medioevali e, sulla sommità del promontorio, i ruderi di una chiesetta romanica inserita in avanzi di fortificazioni dedicata a San Pietro Apostolo.

In un tempo lontanissimo il torrente Meria e il ghiacciaio Abduano hanno deciso di unire le forze e modellare, anno dopo anno, una vera e propria opera d’arte: il corso d’acqua ha trascinato a valle massi e ciottoli, mentre i ghiacci hanno formato gli strati morenici che hanno generato le colline attuali.
Il risultato è un piedistallo naturale, che ospita orgoglioso il comune di Mandello del Lario con la sua costellazione di frazioni.

Compreso tra i 200 metri e i 2409 metri di altitudine, Mandello è un paese pittoresco in provincia di Lecco, nella parte settentrionale della Lombardia, popolato da circa 11 mila abitanti.
Grazie allo scenario splendido e vario che nasce dal connubio del lago e del monti, Mandello è un’attrezzata località sportiva, nota per i riconoscimenti ottenuti dagli atleti olimpionici della Canottieri.
Chi ama le grandi altezze può raggiungere, in circa 3 ore, il Pian dei Resinelli, o affrontare l’ardua salita sulle Grigne.

Storia

I primi ad insediarsi in questa zona, sulle sponde del Lago di Como, furono i romani, e nei secoli successivi le vicende storiche locali furono travagliate: dal medioevo assunse l’aspetto di una cittadella fortificata, e fu sempre contesa tra Como e Milano.
Ben presto emerse la vocazione del villaggio: la coltivazione di ulivi e viti, fonte di oli e vini prelibati, era praticata soltanto per l’utilizzo interno, mentre la frazione di Maggiana iniziò a distinguersi per la coltivazione del gelso bianco e l’allevamento del baco da seta.
La seta veniva prodotta nella filanda locale, che oggi è diventata un’abitazione privata.
E' possibile comunque rivivere il fascino dell'arte della lavorazione della seta visitando il Museo Setificio Monti ad Abbadia Lariana (5km dall'hotel).
Nel corso del Novecento, con l’avvento delle fibre sintetiche, tale attività è gradualmente scomparsa, e oggi Mandello del Lario si regge principalmente sull’industria, anche se non mancano piccoli gioielli naturalistici e storico-artistici da ammirare, che attirano il turismo sia estivo che invernale.

Architettura

Da un punto di vista artistico e architettonico, la parte più affascinante del borgo è la Mandello bassa, che costeggia il lago con un dedalo pittoresco di vicoli, casette in pietra e un porticciolo.

Camminando lungo le rive si incontrano delle insenature naturali suggestive, che fungono da spiaggette di ciottoli per chi ha voglia di rilassarsi al sole e bagnarsi nelle acque cristalline del Lario. Particolarmente frequentato e attrezzato è il lido comunale dopo la foce del fiume Meria.

ll tessuto urbano è costellato di edifici interessanti, ricchi di storia e tradizione, come la Chiesa di San Lorenzo: fondata in età paleocristiana, ristrutturata nel IX secolo e in età romanica, è affiancata da un campanile eretto a più riprese nel corso dei secoli.
L’interno è arricchito dalle opere seicentesche attribuite a Giacomo Antoni Santagostino e alla sua scuola.

Almeno altre due chiese meritano di essere visitate. La prima è la Chiesa di San Giorgio, nell’omonima frazione, risalente all’anno Mille ma oggi visibile nella rinnovata veste trecentesca.
L’unico dettaglio originale è una preziosa acquasantiera, con un motivo decorativo geometrico-floreale, e all’interno si rimane incantati di fronte ai dipinti quattrocenteschi come la Crocifissione, nel presbiterio.
Il secondo edificio è il Santuario della Madonna del Fiume, di fattura barocca, con affreschi raffinati di Giacomo Antoni Santagostino.

Tornando alle bellezze naturali si può visitare la Grotta Ferrera, in località Acqua Bianca, un antro di dimensioni colossali che ospita un piccolo torrente e una cascata: l’ingresso si trova ai bordi di una vecchia mulattiera, ma all’interno bisogna fare molta attenzione al suolo fangoso e ai crepacci nella roccia.
Spostandosi al di sopra di Mandello ci si trova nella frazione di Maggiana, una borgata suggestiva dalle atmosfere medievali fiabesche: a dominare il centro c’è la Torre del Barbarossa, che nel XII secolo accolse il celebre imperatore Federico I.
La costruzione è oggi sede di un interessante museo, visitabile su prenotazione o in occasione delle festività di giugno, dedicato ai lavori contadini

Manifestazioni

Un’altra preziosa testimonianza della cultura di Mandello sono le numerose manifestazioni che vengono organizzate nell’arco dell’anno. A maggio inizia una ricca stagione concertistica nella frazione di Maggiana, mentre il mese più fertile di iniziative è luglio: in questo periodo si disputa il Palio delle frazioni e si tiene il mercatino delle pulci, senza dimenticare la festa degli alpini e la tradizionale traversata del Lario oltre alla festa patronale di San Lorenzo il 10 Agosto.

Museo Moto Guzzi

Da non perdere anche il Museo Moto Guzzi nel cuore della storica Fabbrica che ha visto nascere il mito dell’Aquila nel lontano 1921. Nel Museo sono esposti pezzi unici come la prima motocicletta costruita da Carlo Guzzi nel 1919, l’unica siglata G.P. (Guzzi-Parodi), accanto ad esemplari fra i più celebrati al mondo come la straordinaria Otto Cilindri 500 del 1957, nata dal genio di Giulio Cesare Carcano.
Per l’organizzazione di visite guidate in orari e/o giorni differenti dall’apertura, contattare la Segreteria del Museo.
Telefono +39.0341709111

Clima

Il clima è generalmente piacevole, caratterizzato da inverni freddi ma non rigidissimi, mitigati dall’azione del Lario, e da estati calde ma ventilate. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -2°C a una massima di 6°C, mentre in luglio si passa dai 17°C ai 28°C.
Dall’inizio dell’estate alla fine dell’autunno c’è una lunga stagione piovosa, con una media di oltre 110 mm di pioggia al mese.