Questo splendido lago, a forma di "Y" rovesciata o meglio di "Lambda" greca, incastonato tra le Alpi come un gioiello e suddiviso tra le province di Como (a ovest) e Lecco (ad est), è riccamente decorato lungo le coste da prestigiose ville ed amene località famose in tutto il mondo, frequentate tutto l'anno dal turismo internazionale ed addirittura intercontinentale.
Alcune ville sono state poi recentemente acquistate da noti divi di Hollywood, come per esempio George Clooney (Villa Oleandra a Laglio), oppure utilizzate per riprese cinematografiche: per esempio Episodio II della saga "Guerre Stellari" (villa Balbianello a Lenno). Incontaminate e tranquille, le spiagge del Lago di Como, sono meta ideale per brevi passeggiate e per la balneazione.

Il Lido di Mandello del Lario

Il lago è il piatto forte delle attrattive di Mandello del Lario: balneazione, vela e windsurf, gite in barca o in battello, canotaggio, passeggiate sul lungolago, pesca.
Il contatto tra Mandello del Lario ed il lago si estende per parecchi chilometri con una varietà di coste che passa dalle scogliere alle spiagge ghiaiose e comunque una parte notevole di lungolago è sfruttabile per la balneazione.

Per gli amanti della spiaggia il Lido di Mandello è a disposizione della clientela dalle ore 8:00 del mattino sino a notte fonda con una serie di servizi variegati, spazi dedicati alla spiaggia e al solarium, ma anche una serie di serate animate per trascorrere le nottate estive sul lago.

Navigazione sul lago di Lecco e Como

Il sistema di navigazione, iniziato due secoli fa, è oggi caratterizzato da un moderno servizio; nel centro lago, tra le località di Bellagio, Cadenabbia, Menaggio e Varenna, è attivo un servizio frequente di traghetti e, durante la bella stagione, ci sono anche aliscafi per magnifiche escursioni turistiche.
A completamento mettiamo la comodità offerta dalla ferrovia Milano-Lecco-Colico-Sondrio-Tirano, che prevede per i suoi treni diretti la sosta nelle stazioni di Varenna, Bellano e Colico, ottimi punti di interscambio per la navigazione del lago.

Volete fare un viaggio retrò su un vero battello ancora con le classiche ruote a pale? Salite allora a bordo del "Concordia", il piroscafo a vapore della Navigazione Lago di Como, classe 1926, che circola normalmente d'estate il giovedì (ad agosto anche la domenica e festivi), portata circa 500 passeggeri (circa 300 ton. di stazza lorda), con partenza normalmente da Como alle ore 12:00 e da Bellano alle 15:16, con servizio ristorante e bar a bordo, e con possibilità di vedere (nel locale bar) in diretta il funzionamento dei pistoni che muovono le grandi ruote motrici laterali. Un viaggio molto particolare, consigliato per tutti.

Per qualsiasi informazione sulla navigazione sul Lago di Como consultate il sito www.navigazionelaghi.it o per prenotazioni ed informazioni chiamate il numero verde +39.800551801
Tra le più belle del Lago di Como, la spiaggia di Riva Bianca si stende tra il Castello e Villa Pini con la sua antica scala a lago.
Papere, oche e cigni sono gli abitanti usuali e vi accoglieranno volentieri nel loro prezioso territorio.

 

Una gita interessante é quella a Fiumelatte (frazione di Varenna) le cui case, sorte intorno alla chiesa, si vedono appollaiate ai piedi delle ripide pendici del monte Fopp, m. 1033, coronato dai ruderi del castello di Vezio.

Il suo nome deriva dal corso d’acqua più breve d’Italia e forse anche del mondo, appena 250 metri dalla sorgente alla foce di acque candide e spumeggianti. Altra caratteristica particolare del torrente è la sua regolare intermittenza, il fiume, infatti, compare intorno al 25 di marzo (Annunciazione e festa della frazione) e continua a scorrere fino alla Madonna del Rosario (7 ottobre e patrona di Varenna), perciò è detto anche fiume delle due Madonne.

Curiosità storica

Fiumelatte venne citato già come 'Fiumelaccio' nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, incuriosito da questo fenomeno. Oggi questa intermittenza, si pensa, possa essere il troppo pieno di una cavità sotterranea del Moncodeno (Grignone), che nessuno è ancora riuscito a raggiungere.

 

È la località più famosa del Lario, conosciuta anche come "la perla del Lario".
Un gioiello paesaggistico e architettonico, cinto da fortificazioni, caratterizzato dalle tipiche tinte tenui delle case addossate le une alle altre, dai viottoli stretti e tortuosi che sfociano in armoniose piazzette.
Fortificata da castello, da mura con vallo corrispondente, divenne feudo dell’abate di Civate, poi comune avverso a Como durante la guerra decennale.
Sul lungo lago, si trovano lussuosi alberghi, eleganti negozi dove si possono trovare, gioelli, abbigliamento e pregiatissime sete.
Lungo la strada che attraversa l’abitato, si possono ammirare le bellezze dell’antico borgo, scendendo poi fino a lago con la bella piazza e l’imbarcadero per battelli, aliscafi, e traghetti per il trasporto delle auto sulle due opposte rive del lago.
Moltissime sono le escursioni e le gite che si possono compiere da Bellagio, a piedi, in auto o col battello.

Basilica di San Giacomo

Sorge nella parte alta del paese, presso la torre che costituisce l’unico avanzo di qualche importanza dell’antico sistema difensivo.
Fu edificata tra il 1125 e il 1150, venne ampliata in età barocca e recentemente ristrutturata.
Del vecchio edificio sopravvivono, all’esterno, le tre absidi decorate all’esterno da archetti e doppia ghiera e, all’interno a tre navate, i 4 capitelli e i Simboli degli Evangelisti dell’androne che, precedentemente, erano sul campanile sovralzato ed alterato nel 600.
Quest’ultimo era una torre di difesa delle mura nella parte più a nord. L’interno, ricco d’arte, custodisce due tavole quattrocentesche rispettivamente di scuola umbra e lombarda e diverse sculture romaniche, numerosi sono i quadri del tardo 500 e 600, fra i tanti ricordiamo "La Deposizione di Gesù nel sepolcro" attribuito al Perugino che decora la cappella della navata sinistra e una "Madonna delle Grazie" nella cappella della navata destra.
Altri arredi sacri di notevole bellezza e importanza sono, lo splendente altare maggiore in legno scolpito e dorato del 700, un Crocifisso romanico e un Cristo deposto nel sepolcro del 600, recato in processione ogni Venerdì Santo.

Chiesa di San Giovanni Battista in frazione San Giovanni

E' la più antica di Bellagio, presenta forme settecentesche, dovute ad opere di ristrutturazione eseguite nella seconda metà del Settecento su un edificio costruito almeno due secoli prima.
Al suo interno è custodita una pala d’altare raffigurante "Cristo risorto" dovuta a Gaudenzio Ferrari. 

La frazione di Vezio è un piccolo borgo arroccato sopra il lago di Lecco che, nonostante il passare degli anni, è riuscito a mantenere le sue antiche caratteristiche soprattutto nell’architettura delle sue case in sasso.

L'abitato, all'inizio della sua esistenza, doveva essere un insediamento ligure-celtico, se non addirittura etrusco, sopraffatto dall'altro ceppo nel corso delle trasmigrazioni di popoli transalpini succedutesi dal VI al II secolo A.C.

L'arrivo di questi ultimi e le scorrerie che ne seguirono obbligarono gli indigeni o ad assoggettarsi ai nuovi venuti o a spostarsi verso zone meno ospitali, quali potevano essere le vallate prealpine.
I romani estesero il loro dominio su tutta la Lombardia e, per arginare le incursioni dei popoli alpini e facilitare il flusso degli eserciti e dei rifornimenti, s’impegnarono nella realizzazione di una nuova grande rete stradale.

Ciò determinò un clima di collaborazione con le comunità delle zone conquistate, creando benessere e distensione, che condusse alla romanizzazione dei territori e alla instaurazione della cosiddetta "Civiltà gallo-romana".
La realizzazione e soprattutto, la difesa delle vie di comunicazione interessava anche il territorio orientale del lago di Como su cui vi erano importanti strade: Retica Valtellinese, Retica Chiavennesca, Val Varrone e della Riviera.

A Vezio, dunque, venne eretta una fortificazione che facilitava il controllo della via della Riviera e delle sponde del sottostante lago, sul cui promontorio, nel frattempo, era sorta Varenna, punto d'attracco del naviglio commerciale e militare della zona.

Le mura di questa fortezza si estendevano dalla Foppa allo sperone a strapiombo su cui si erge il castello, nel suo perimetro erano racchiuse le abitazioni ed i magazzini, le cui fondamenta sono ancora visibili tutt'oggi.
Alcuni rinvenimenti di armi e di resti umani di varie epoche ed origini, che si trovano ora nei musei di Como, Sondrio, Lecco ed Esino, testimoniano che nei dintorni della torre si combatterono cruenti ed accaniti scontri.

La torre centrale alta venti metri, aveva funzioni di vedetta e di segnalazione.
Venne edificata sugli avanzi di una fortificazione romana della regina Teodolinda e presenta una merlatura quadrata uguale a quella del castello di Cly in Valle d'Aosta.
La rocca seguì verosimilmente le sorti di Varenna, alla quale era stata unita da mura che, come due lunghe braccia, scendevano fino al lago a difesa del borgo lacustre.
Nel caso di Vezio è evidente l'interesse alla ricostruzione del castello andato distrutto a seguito di eventi bellici non precisati.

Attualmente l'edificio si presenta lineamenti medievali, cinto da spesse mura, e i castelli e le torri, disseminate sulle alture, avevano per lo più funzione di avvistamento o di punti obbligati per la riscossione dei pedaggi.
Il castello non si trovò coinvolto, se non marginalmente, nemmeno nel 1244, quando per la prima volta Varenna fu distrutta dai comaschi, ai quali si era ribellata; la popolazione trovò rifugio nel maniero che, per la sua posizione, era inespugnabile ed in esso i varennesi ritemprarono gli animi e la forza per ribellarsi di nuovo, quattro anni dopo, durante il giogo comasco.
In questa occasione Varenna venne messa a ferro e fuoco, ma il castello resistette.

Vezio vide trascorrere le Signorie dei Visconti e dei Torriani, le dominazioni dei francesi e degli spagnoli, così come sopportò i decreti dei veneti e dei signori di Bergamo. Divenne, con Varenna, un feudo vescovile, quindi passò ai Dal Verme e ad altri ancora finché non ne vennero investiti il conte Francesco Sfondrati ed i suoi eredi.

Il Castello andò distrutto a seguito di diversi eventi bellici, attualmente è cinto da spesse mura e presenta lineamenti medievali.

La scalinata in sasso permette di accedere, passando su un ponte levatoio, alla torre, con la possibilità di raggiungere la sua sommità. Da qui, la vista a 360 gradi del lago di Como è ineguagliabile. Potrete incontrare il Falconiere del Castello, che sarà lieto di mostrarvi i rapaci presenti al Castello: barbagianni, poiane, falchi ed altri ancora, in determinati orari è possibile anche ammirare spettacolari esibizioni di volo.

Pur rimanendo proprietà privata, il Castello di Vezio è aperto al pubblico tutto l'anno. di norma da aprile a fine ottobre tutti i giorni dalle 10 al tramonto e nei mesi invernali solo sabato e domenica dalle 10 al tramonto.

La gestione del Castello è affidata all' “Associazione Turistica Castello di Vezio”, un ente Onlus che si occupa di mantenerlo e promuovere manifestazioni di vario genere al suo interno. 

Il Nostro Albergo Ristorante sorge ai piedi della Grigna e costituisce un ottimo punto di partenza per molte escursioni.
La nostra bellissima montagna, offre possibilità di "tracking" di vari livelli di difficoltà, ferrate, pareti e guglie per arrampicate "free-climbing" ed "in artificiale" anche molto tecniche ed impegnative con tratti, un'esposizione da vera "alta montagna".
Il Gruppo delle Grigne, completamente costituito da rocce calcareo-dolomitiche, si eleva all'estremità occidentale delle Alpi Orobie.

Posizione

È delimitato ad ovest, da Lecco a Bellano, dalla sponda orientale del Lago di Como, percorsa dalla Statale 36 e dalla ferrovia Lecco-Sondrio, e su tutti gli altri lati dalla strada provinciale della Valsassina, che percorre nell'ordine la Valle del Gerenzone, il Vallone di Balisio e la Valle del Pioverna o Valsassina.
La dorsale principale del Gruppo comprende: la Grigna Meridionale o Grignetta - mt. 2184; la Grigna Settentrionale o Grignone - mt. 2409; il Monte Pilastro - mt. 1823; i Pizzi di Parlasco - mt. 1511. la grigna gruppo delle grigne.

Rifugi

Situato sulla costiera che dalla Grignetta scende verso Mandello, segnaliamo il Rifugio Rosalba - mt. 1730, in posizione molto panoramica.
Il Rifugio Elisa - mt. 1515, ottimo punto di partenza per le scalate al Sasso Cavallo e al Sasso dei Carbonari, oltre che per le salite al Grignone con le interessanti traversate e sulla vetta, in posizione spettacolare a 2.410 mt. di altezza.
il Rifugio Brioschi dal quale si godono panorami mozzafiato!

Precauzioni

Se innevati tutti i sentieri, e specialmente quelli al di sopra dei 1000 - 1200 mt. di altezza, possono mutare completamente le loro caratteristiche e presentare difficoltà accentuate.
Viene perciò raccomandata la massima prudenza prima di avventurarsi lungo sentieri o piste innevate e soprattutto con nevicate in corso, che potrebbero modificare in brevissimo tempo la pericolosità di un sentiero.
Nelle escursioni sono indispensabili una certa esperienza alpinistica e molta prudenza, specie in caso di roccia scivolosa per pioggia.